Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Italia-Romania: ambasciatore Mario Cospito, “guardare con ottimismo e fiducia all’Europa centro-orientale”

Roma, 25 gen 16:15 – (Agenzia Nova) – La Romania e la regione dell’Europa centro-orientale rappresentano un polo strategico al quale guardare “con ottimismo e speranza” in un momento di crisi economica come quello attuale. Lo ha detto l’ambasciatore italiano a Bucarest, Mario Cospito, in un’intervista concessa a “Nova” al termine del suo mandato nella capitale romena. Cospito lascerà oggi la Romania dopo aver ricevuto il 21 gennaio scorso un importante riconoscimento dal presidente Traian Basescu. L’ambasciatore è stato decorato infatti con l’Ordine nazionale al merito nel grado di cavaliere di “Gran croce”, in una cerimonia organizzata a Palazzo Cotroceni, sede dell’amministrazione presidenziale. Cospito tornerà a Roma per svolgere il ruolo di consigliere diplomatico e capo delle relazioni internazionali presso il ministero dello Sviluppo economico.
“Proprio con il presidente Basescu – racconta Cospito – abbiamo ricordato il mio arrivo nel lontano agosto del 2008, nel pieno di quella che allora si chiamava ‘crisi sociale’, una crisi soprattutto ‘mediatica’ tra Italia e Romania seguita ad episodi commessi da cittadini romeni in Italia. Allora noi come autorità italiane e loro come autorità romene fissammo obiettivi precisi da raggiungere per superare quel momento di difficoltà e consolidare la nostra tradizionale amicizia, cosa che abbiamo puntualmente fatto”. L’intensa attività di dialogo tra i due governi e la collaborazione tra le istituzioni dei due paesi sono stati fondamentali per superare la crisi.
“Tutto questo – aggiunge Cospito – ci ha consentito davvero di uscire rapidamente da quel momento e di pensare a un’altra crisi, che purtroppo nel frattempo si era profilata all’orizzonte, quella economica e finanziaria”. La Romania ha sperimentato negli anni 2008-2009 un brusco calo del Pil e, come ricorda Cospito, “il governo dell’allora primo ministro Emil Boc ha dovuto prendere misure draconiane di riduzione della spesa pubblica, che tra l’altro sono state alla base della recente sconfitta elettorale della coalizione di centrodestra qui in Romania”.
Gli ultimi quattro anni e mezzo sono stati piuttosto “movimentati” in Romania: “Si sono succeduti molti governi e varie crisi, come quella istituzionale della scorsa estate tra il premier Victor Ponta e il capo dello Stato”, continua Cospito, ricordando che nel corso del tempo “c’è stato un progressivo adeguamento di Bucarest alle disposizioni dell’Ue, in particolar modo nei settori in cui la Romania, pur non essendo completamente pronta, aveva un monitoraggio da parte della Commissione europea, soprattutto nel campo degli affari interni e della giustizia”.
“Abbiamo poi seguito con attenzione la richiesta della Romania di aderire all’area Schengen”, afferma l’ambasciatore, sottolineando come l’Italia abbia sempre appoggiato l’ingresso di Bucarest nello spazio di libera circolazione. “Insieme alla Romania abbiamo anche partecipato a missioni comuni come quella in Afghanistan e in altri focolai di crisi. Infine quest’anno abbiamo assistito alla vittoria dello schieramento di centrosinistra che dovrebbe aver dato al paese una stabilità politica importante perché il 2013 è un anno strategico”. Quest’anno dovrebbero essere varati infatti importanti provvedimenti per stimolare la crescita che “si vede all’orizzonte, ma ha bisogno di un sostegno di natura pubblica”.
La crescita, secondo Cospito, può essere anche promossa attraverso un ulteriore sviluppo dei rapporti bilaterali. “In un momento di crisi economica mondiale la Romania è un paese che offre importanti vantaggi, soprattutto per le piccole e medie imprese”, spiega Cospito. “E le Pmi che ora hanno timore di fare grandi investimenti tendono a riposizionarsi in paesi dove i costi sono inferiori e ci sono fattori competitivi come la tassazione favorevole, senza dimenticare che la Romania è un paese dove c’è un forte afflusso di fondi europei ”. Ecco perché, secondo Cospito, “bisogna guardare con ottimismo e fiducia all’area dell’Europa centro-orientale che, per l’Italia, riveste un ruolo strategico. Tutti noi dalle istituzioni alla stampa, dalle associazioni di categoria ai nostri imprenditori, dovremmo farlo”.
Le relazioni tra Italia e Romania sono già eccellenti, sia sul piano politico che economico. Lo stesso presidente Basescu ha usato questo termine lunedì scorso, in occasione dell’incontro di inizio anno con il corpo diplomatico, per definire lo stato dei rapporti tra Roma e Bucarest. “Il presidente Basescu ha parlato di rapporti eccellenti, da usare come modello per tutti gli altri paesi che hanno relazioni con la Romania – spiega Cospito – e questo per un ambasciatore a fine mandato è un biglietto d’auguri molto significativo”. I rapporti tra Italia e Romania sono “strategici” e tale partenariato si è concretizzato, “in due importanti vertici nel 2008 e nel 2011 così come nel successo della visita del presidente Giorgio Napolitano a Bucarest nel settembre del 2011 e in una serie infinita di visite bilaterali di ministri, parlamentari e responsabili istituzionali”.
Sul piano economico, infine, i due paesi continuano a registrare scambi significativi, nonostante la crisi. “Nel 2011 l’interscambio ha raggiunto i 12 miliardi di euro, ben al di sopra della cifra che l’Italia ha con altri stati come il Giappone. Noi siamo il secondo partner dopo la Germania”, aggiunge Cospito. In Romania sono presenti grandi aziende italiane, 20 mila secondo i dati più recenti. “L’imprenditoria italiana è arrivata in Romania dopo la rivoluzione”, continua Cospito, in riferimento al famoso miracolo di Timisoara, “dove le nostre imprese del nord-est hanno trasferito parte della loro produzione, soprattutto in settori manifatturieri, come il tessile, il calzaturiero, l’arredamento per poi diventare una vera e propria invasione pacifica”.
La presenza italiana in Romania ora va dal tessile all’alta tecnologia, al settore farmaceutico ed energetico. “Enel è il maggiore distributore di energia elettrica nel paese”, osserva l’ambasciatore, ricordando che altri importanti gruppi italiani, come Finmeccanica, sono presenti in Romania da tempo. Finmeccanica ha contribuito infatti, nel periodo dopo la rivoluzione, ai lavori di costruzione della centrale di Cernavoda. “Pirelli ha in Romania il più grande stabilimento di pneumatici nell’Est Europa – segnala l’ambasciatore – ed ora ci sono possibilità di sviluppo in settori come l’agricoltura, le rinnovabili e le infrastrutture”.
La Romania è un paese dove “bisogna ricostruire tutto, dalle autostrade alle ferrovie e agli aeroporti e qui sono presenti tutte le nostre grandi aziende che hanno fatto e stanno facendo cose egregie”, aggiunge Cospito. Energia alternativa, agroalimentare e infrastrutture sono tre settori che, per l’ambasciatore, ”possono quindi offrire importanti e significative soddisfazioni al mondo produttivo italiano che in questo momento ha bisogno di crescere e come ha detto anche il premier Mario Monti può farlo soprattutto all’estero”. (Sit)