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Intervista del settimanale Sette Giorni a S.E. l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest Mario Cospito al termine del suo mandato.

S.E. l’Ambasciatore d’Italia a Bucarest MARIO COSPITO termina il suo mandato: “Torneró in Italia con un ricordo piacevole della Romania e dei miei amici romeni”

Ambasciatore Mario Cospito

Sua Eccellenza, tra pochi giorni terminerà il Suo mandato in Romania. Quali sono le conclusioni di quattro anni di lavoro e i principali risultati ottenuti?
M.C.
Sono arrivato in Romania nell’agosto del 2008 e posso sicuramente dire che questi quattro anni e mezzo sono stati anni molto intensi. Tra la Romania e l’Italia in quel particolare momento i rapporti risentivano della crisi, che abbiamo definito “sociale”, scaturita da eventi verificatisi, in Italia, nei mesi precedenti, commessi da alcuni cittadini romeni. Quella momentanea crisi è stata però superata in maniera eccellente grazie anche all’importante e intenso lavoro fatto dai due Governi e alla collaborazione a livello di Polizia e Magistratura dei due Paesi. In seguito ci siamo occupati di un’altra crisi, quella economica e finanziaria internazionale. Sono arrivato qui quando la Romania cresceva ad un ritmo del 7-8% l’anno. Dopo qualche mese, purtroppo, la crisi ha colpito anche questo Paese, come l’intera Europa. Ovviamente per la gran parte del mio mandato ho dovuto affrontare le problematiche da essa scaturite, fornendo continuo supporto alle nostre aziende in Romania. Nonostante la crisi, l’interscambio commerciale nel 2011 si è chiuso con il massimo storico, oltre 12 miliardi di euro, e anche quest’anno, dai dati in nostro possesso, dovrebbe chiudersi intorno a quella cifra; gli investimenti italiani non sono diminuiti; risultano, anzi, essere aumentati, così com’è aumentato il numero di piccole e medie imprese italiane operanti nel Paese. Si sono, inoltre, aperte nuove opportunità di investimento in alcuni settori, in particolare nelle energie rinnovabili e nelle infrastrutture. Naturalmente non si può parlare di economia senza parlare di politica. In questo senso penso che abbiamo raggiunto risultati veramente importanti in questi anni. Tra la Romania e l’Italia è nato, nel 2008, un partenariato rafforzato strategico, che prevede l’organizzazione periodica a carico dei due Paesi di Vertici intergovernativi. Fino ad oggi, ne abbiamo organizzati due, non per mancanza di volontà, quanto per cambiamenti governativi intercorsi in entrambi i Paesi. Mi ricordo quello del 2008 a Roma, a Villa Madama, con il Governo Tariceanu, e quello del 2011, qui a Bucarest, tra il Presidente del Consiglio Berlusconi ed il Primo Ministro Emil Boc. In seguito alle elezioni politiche che si svolgeranno a fine febbraio in Italia, il futuro Vertice intergovernativo potrebbe svolgersi a Roma, nell’estate di quest’anno. La Visita di Stato del Presidente Giorgio Napolitano è stata una visita di grande successo, forse la visita di maggior successo di un Presidente italiano in Romania. Ricordo, prima ancora, quella del Presidente di Romania Traian Basescu in Italia e, da ultimo, anche l’incontro a Roma tra il Premier Victor Ponta ed il Presidente del Consiglio Mario Monti. Dal punto di vista politico, dunque, sono un Ambasciatore che non può di certo lamentarsi, avendo ricevuto numerosi protagonisti della vita politica italiana in Romania, e avendo, al contempo, avuto molti protagonisti della politica romena in Italia. Non posso inoltre trascurare un’attività tipica dell’Ambasciata, ovvero quella culturale e sociale, che si è concretizzata in molti eventi di livello. Nel 2011 abbiamo ricordato i 150 anni dell’Unità d’Italia con la partecipazione di personaggi di spicco, che hanno ravvivato la vita culturale italiana in Romania e in particolar modo a Bucarest. In questi anni l’Ambasciata si è concentrata anche sul “Festival Italiano” organizzato in occasione della Festa della Repubblica Italiana. E’ un’iniziativa che cresce ogni anno di più. Abbiamo anche partecipato alla Fiera del Libro ‘Gaudeamus’. Sono particolarmente soddisfatto perché il principale organizzatore, Radio Romania, ha riconosciuto all’Italia lo status di partner privilegiato essendosi la nostra partecipazione rivelata di particolare livello in questi quattro anni. Insomma, devo dire che tornerò in Italia con un ricordo molto piacevole della Romania, un Paese dal quale ci divide solamente un’ora e mezzo di volo. Non sarà dunque difficile ritornarvi. Me lo auguro davvero anche perché qui lascerò numerosi amici.

Quali sono state le difficoltà incontrate durante il Suo mandato?
M.C.
Vi sono state alcune difficoltà derivanti soprattutto dalla burocrazia che esiste qui come anche in Italia. ‘Burocrazia’ non è di per sé un termine negativo. Il problema è che gli esseri umani la rendono spesso complicata. Si potrebbe avere come modello quello del cosiddetto “Sportello unico”, che consentirebbe agli imprenditori di rivolgersi ad un unico punto per ottenere tutte le informazioni necessarie senza dover affrontare passaggi tra diverse Amministrazioni. Un altro aspetto che la Romania deve assolutamente migliorare è quello delle infrastrutture, quali strade, autostrade e ferrovie, di assoluta necessità per i cittadini, per gli investitori e per i turisti, grazie anche ai Fondi europei. Parlando di quest’ultimi, bisognerà fare in modo che i tassi di assorbimento aumentino. Quali potrebbero essere i Suoi consigli per il Suo successore? Continuare, innanzitutto, il lavoro di affermazione del “Sistema Italia”. Abbiamo una presenza importante dal punto di vista economico, grazie anche all’azione svolta dall’Ambasciata, dall’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane/ Istituto per il Commercio con l’Estero di Bucarest, dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania, da Confindustria Romania e dall’Ufficio locale della SACE che è la nostra Eximbank. Come Ambasciata abbiamo cercato di coordinare le attività di questi attori. Un altro consiglio che vorrei dargli è quello di concentrarsi sulla politica e l’economia senza tuttavia trascurare la cultura e gli aspetti sociali. E poi di viaggiare molto, perché la Romania non è solo Bucarest. Il mio successore è un Ambasciatore con un background culturale molto elevato e sono convinto che dal punto di vista culturale farà molto bene. L’Ambasciatore Diego Brasioli sarà operativo dopo l’accreditamento: arriverà il 1° febbraio e attenderà la presentazione delle credenziali al Presidente Basescu per essere pienamente operativo.

Quali sono i Suoi piani al termine del mandato?
M.C. Il Ministero degli Affari Esteri ha deciso di farmi rientrare a Roma e di affidarmi ancora una volta un incarico di natura economica. Sarò distaccato al Ministero dello Sviluppo Economico. In Italia abbiamo un meccanismo che prevede la figura dei Consiglieri Diplomatici che seguono le attività internazionali dei Dicasteri a cui sono assegnati, per un certo periodo di tempo, dal Ministero degli Affari Esteri. Colgo l’occasione di questa intervista per salutare tutti gli amici romeni che ho incontrato sulla mia strada in questi anni, cosi’ come i miei connazionali cui auguro il miglior successo possibile nelle loro attivita’ in Romania.

(pubblicato sul settimanale Sette Giorni, edizione 538 pagina 4 del 21 Gennaio 2013 )