Il 2 giugno 2026 l’Ambasciata d’Italia in Romania ha celebrato la Festa Nazionale della Repubblica italiana presso l’Opera Nazionale di Bucarest, in una serata che ha segnato anche l’inaugurazione del semestre in Romania dell’Anno Culturale Italia–Romania 2026.
Ottanta anni fa, il 2 giugno del 1946, si teneva il referendum istituzionale che ha consentito la nascita della Repubblica italiana. Per la prima volta anche le donne hanno potuto votare.
All’evento hanno preso parte una delegazione parlamentare in visita dall’Italia, membri del Governo e del Parlamento romeni, corpo diplomatico, rappresentanti delle amministrazioni romene, delle imprese italiane, del mondo della cultura e della società civile.
Le celebrazioni si sono aperte con l’esecuzione degli inni nazionali e gli interventi dell’Ambasciatrice d’Italia in Romania, Laura Aghilarre, del Vice Primo Ministro della Romania, Oana-Clara Gheorghiu, dell’On. Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati italiana e del Ministro della Cultura della Romania, Demeter András István.
Nel suo discorso, l’Ambasciatrice Laura Aghilarre ha sottolineato come siano trascorsi ottanta anni dalla nascita della Repubblica italiana, anni di continuo impegno a sostegno dei principi e dei valori democratici e del rispetto dei diritti umani a livello nazionale e internazionale. La stessa ha inoltre sottolineato che
“Questa sera desideriamo celebrare insieme a voi anche il lancio della seconda parte dell’Anno Culturale Italia-Romania 2026. La prima parte è stata, ed è tuttora, celebrata in Italia ed è iniziata lo scorso dicembre, in occasione della Festa Nazionale della Romania, con un concerto presso il Teatro dell’Opera di Roma. Il 2026 è dunque un anno ricco di iniziative artistiche e culturali in entrambi i Paesi, che ci offre l’opportunità di esplorare le nostre radici comuni, celebrare insieme i nostri valori e il nostro patrimonio culturale e rafforzare ulteriormente i legami e la comprensione reciproca tra le nostre comunità.”
Il Vice Primo Ministro Oana-Clara Gheorghiu ha ribadito la profondità delle relazioni tra i due Paesi, dichiarando:
“Oggi celebriamo quindi l’Italia, ma – allo stesso tempo – celebriamo anche questo profondo legame tra l’Italia e la Romania. A nome del Governo rumeno e a titolo personale, permettetemi di ringraziare per la cordialità che l’Italia ha dimostrato nei confronti della Romania nel corso di intere generazioni.”
La serata è proseguita con il Gala Opera Italiana, un omaggio all’eccellenza della tradizione lirica italiana interpretato da quattro artisti di fama internazionale, il soprano Jessica Ricci, il soprano Valentina Boi, il tenore Enea Scala e il baritono Vittorio Prato con l’orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest diretta da Daniel Jinga.
Il programma musicale ha proposto alcune delle più celebri pagine del repertorio operistico italiano, con musiche di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni e Gioachino Rossini, accanto al celebre duetto tratto dal Don Giovanni di W.A. Mozart. Tra i momenti più apprezzati dal pubblico, le interpretazioni di “Caro nome” da Rigoletto, “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi, “Largo al factotum” da Il barbiere di Siviglia e “La donna è mobile” da Rigoletto.
L’iniziativa ha rappresentato il primo appuntamento del semestre in Romania dell’Anno Culturale Italia–Romania 2026, volto a promuovere il dialogo culturale e a valorizzare il patrimonio artistico condiviso tra i due Paesi.
La celebrazione si è conclusa con un ricevimento organizzato dall’Ambasciata d’Italia in cui sono stati serviti piatti iconici della cucina italiana, da dicembre 2025 iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, preparati con prodotti tipici italiani di eccellenza.